Alcuni testi di Emma Murolo


Riprendiamo dal sito de “Il Gesù Nuovo online” alcuni testi scritti da Emma Murolo.

 

Nota: I testi riprodotti sono tratti dal volume “Ricordandoli…” – Emma, Aldo e Paola, Franco, Carmen Murolo, a cura di Salvatore Caso, Napoli 1992.

Celebrazione liturgica del Beato Moscati – 16 novembre 1976

* Articolo di Emma Murolo pubblicato in Nuova Stagione, rivista della diocesi di Napoli, il 2 dicembre 1976. Giuseppe Moscati era stato proclamato Beato da Paolo VI nel 1975, e verrà poi canonizzato da Giovanni Paolo II nell’ottobre del 1987.

La festa liturgica del Beato Giuseppe Moscati è stata solennemente celebrata il 16 novembre nella Chiesa del Gesù Nuovo, gremita di persone accorse per il desiderio di rendere omaggio al “medico santo”. La solenne Concelebrazione Eucaristica è stata presieduta dal nostro Arcivescovo, il Cardinale Ursi.

All’omelia, dopo averne brevemente rievocato la figura, ha posto l’accento sulla vita di medico e di studioso del Beato Moscati, il quale santificò la sua professione attingendo quotidianamente la Grazia e la forza dalla meditazione della Parola di Dio e dalla partecipazione alla S. Messa.

Il suo eminente sapere, frutto non solo di una intelligenza fuor del comune, ma, soprattutto, d’una seria, continua ed instancabile preparazione, egli lo pose a servizio degli ammalati e dei suoi allievi.

Intese sempre l’esercizio della professione medica in perfetta armonia con lo spirito del Vangelo, e ne fece un “sacerdozio”, che estendendosi in una dimensione che va ben oltre il semplice “curare gl’infermi”, sfocia in un ambito di pura spiritualità, caratterizzata da altissimo disinteresse e da profonda e sofferta umanità.

Giuseppe Moscati non fu solamente grande medico e fine scienziato: Egli fu, in primo luogo, “medico delle anime”, poiché, avendo costantemente davanti a sé il pensiero della vocazione ultraterrena dell’uomo, si preoccupò sempre del bene spirituale e soprannaturale dei suoi pazienti.

A questo proposito, il Cardinale ha ricordato il noto episodio dell’incontro tra il Prof. Moscati ed il tenore Enrico Caruso. Questi, tornato dall’America in Italia nel 1921, soffriva di un male del quale nessun medico aveva saputo dir nulla di preciso. Chiamato il prof. Moscati, la diagnosi fu espressa senza esitazione. Enrico Caruso morì da buon cristiano, riconciliato con Dio, per suggerimento del prof. Moscati, che schiettamente disse al cantante: “Lei ha consultato tutti i medici, ma ha dimenticato di consultare il più potente: Gesù Cristo!”.

Così, tutta l’opera di Giuseppe Moscati fu un’offerta continua, un dedicarsi completo e disinteressato all’arte medica per il bene del prossimo, non solo per la salute del corpo, ma anche per quella dell’anima; infatti sapeva ricordare al momento opportuno ai suoi malati la fiducia nella Divina Provvidenza, la pietà e la carità, la pratica dei Sacramenti.

La vita del Beato Moscati, modesta ed austera, è tuttora un insegnamento prezioso per ciascuno di noi: l’opera del “medico santo” fu uno sforzo continuo di “evangelizzazione, operata quotidianamente nel rispetto e nell’amore profondo per la persona umana, nella tensione costante e fiduciosa alla “promozione dell’uomo”.

Questo il messaggio, non scritto con le parole ma testimoniato con tutta una vita a servizio dei poveri e dei sofferenti.


Presenza e impegno cristiano nell’Università

* L’articolo è stato scritto da Emma Murolo in occasione della Celebrazione Eucaristica con cui Mons. Antonio Zama, Vescovo ausiliare di Napoli, aveva riaperto la Cappella Universitaria. Nota Salvatore Caso: “è un altro tema molto caro ad Emma, quello dell’impegno dei credenti nell’Università, laddove cultura e scienza devono essere animate ed illuminate dall’annunzio cristiano”.

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Emma Murolo nel 1977

La Cappella universitaria è il luogo dell’incontro con Cristo e con i fratelli: incontro profondo e globale, che sia scelta, testimonianza, proposta alternativa alla comune mentalità, perché si realizzi finalmente la partecipazione di tutti alla vita dell’Università […].

Riaprire la Cappella significa porre nell’Università un segno tangibile della nostra fede e della nostra unione in Cristo. Questo gesto nasce dall’esigenza e dalla volontà di trovare momenti comuni di preghiera, occasioni più frequenti e costruttive di incontro e di partecipazione, e, soprattutto, nasce dal desiderio di ricostruire la collaborazione e l’unità di quanti, a partire dall’esperienza di fede, sono capaci di contribuire con una vita, una cultura, una umanità propria, alla realizzazione di un’immagine nuova di Università.

Riunirsi è comprendere insieme la realtà del Cristo che è venuto, ed impegnarsi a rendere tutti i fratelli attenti e vigilanti verso il ritorno del Signore.

Il compito di “mediazione culturale” del cristiano consiste proprio nella reinterpretazione storica del messaggio di Cristo, e tutta la storia deve convergere verso la seconda venuta del Signore.

L’impegno quotidiano cui siamo chiamati è quindi di dare un senso religioso a tutta la vita, compreso lo studio, l’incontro con gli altri, la presenza nell’Università.


Lettera alla Comunità Cvx del Gesù Nuovo

* Lettera scritta nel maggio del 1978, nell’approssimarsi della sua “aggregazione definitiva” alla Cvx. In questo scritto spiega le motivazioni per cui chiedeva l’ammissione definitiva, che avrà luogo il 31 maggio dello stesso maggio 1978.

Chiedere, oggi, di entrare più intimamente a far parte della nostra Comunità, in qualità di “Congregata a titolo definitivo”, significa per me rispondere alla “personale vocazione” del Signore per la mia vita.

È per questo che sento viva l’urgenza e il desiderio di sempre più “vivere il dono di me stessa impegnandomi in questa Comunità, che ha il suo centro nell’Eucarestia”, ed in cui desidero attuare, con i miei fratelli, “un’esperienza concreta di unità nell’amore e nell’azione”.

La firma di Emma Murolo (a destra) e quella del Card. Ursi, nell’autografo dell’Atto di Consacrazione, 31 maggio 1978.

A tutti voi desidero essere sempre più intimamente unita “nell’impegno, nella maniera di vivere e nell’amore filiale verso la Vergine Maria”, madre e “modello della nostra collaborazione alla missione salvifica di Cristo”, nelle cui mani affido fiduciosa il desiderio di volervi amare e servire, pur nella mia povertà.

Al Signore, attraverso Maria, chiedo che ciascuno di voi, con la preghiera ed il sostegno, con la fiducia e l’incoraggiamento, si renda garante della mia perseveranza, amico e compagno sincero del mio cammino di fede, che, ancor più oggi, sento intimamente e responsabilmente legato a quello di tutta la Comunità e di ciascuno in particolare.

Col desiderio e la certezza che la “legge interna dell’Amore, incisa dallo Spirito nei nostri cuori”, ci doni di “esprimere in termini sempre nuovi ed in ogni situazione della nostra vita quotidiana” il nostro “sì” comunitario di Amore a Dio e di obbedienza alla Chiesa, tutti vi ringrazio nel Signore.

Maggio 1978
Emma Murolo


Atto di Consacrazione di Emma Murolo, 31 maggio 1978.

* Come spiega Salvatore Caso nel suo volume “Ricordandoli…” (pagg. 51-53), “Il Cardinale Corrado Ursi […] viene, come faceva spesso in quei tempi, […] nella Cappella comunitaria per le aggregazioni, così erano chiamate le ammissioni ufficiali di nuovi congregati.” Presenziò anche, il 31 maggio 1978, “per le nuove aggregazioni”, e “tra coloro che assumono l’impegno permanente c’è Emma.”
Nel manoscritto originale dell’Atto di Consacrazione, conservato nell’Archivio della Cvx del Gesù Nuovo, accanto alla firma di Emma Murolo troviamo quella del Cardinale Ursi, “quasi a sigillo dell’impegno definitivo”.

Atto di Consacrazione

Santissima Vergine Maria, Madre di Gesù e nostra, ti prego di raccogliermi sotto il vessillo del Tuo Figlio, affinché nel mondo possa vivere la mia vocazione battesimale con quella disponibilità alla volontà di Dio che Tu hai pienamente manifestato nel “fiat” della Annunziazione.

L’offerta che ti faccio e l’impegno che essa comporta, intendo viverli nella Chiesa, al cui servizio oggi e per sempre mi consacro con il Tuo aiuto e la Tua protezione.

Fa’ che io sia davanti al mondo un autentico testimone della Resurrezione e della vita del Signore Gesù, e un segno del Dio vivo.

Ricordati di me in tutti i giorni della mia vita, e nell’ora della mia morte. Amen.

Napoli, 31 maggio 1978
Emma Murolo

+ Corrado Card. Ursi

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