La vita in gioco. Convegno a Napoli sulla ludopatia.

Il Convegno, promosso ed organizzato dalla Chiesa di Napoli, Settore Laicato, e dall’Associazione “Scienza e Vita”, in collaborazione con le diverse altre associazioni che si interessano del problema (quali Alcolisti Anonimi, Alanon, Crescere Insieme, Giocatori Anonimi, Il dado, L’Agapè, Liberamente, Nuovi orizzonti, Gamanon e S.O.F.I.A.), si è svolto, sabato 29 novembre,  nello splendido scenario del Conservatorio di San Pietro a Maiella, ove erano presenti, tra gli altri, molte delle associazioni laicali con i loro rappresentanti ed altresì alcuni studenti dell’Istituto Casanova e del Liceo Classico Vittorio Emanuele di Napoli, accompagnati dai loro insegnanti.

Obiettivo generale degli organizzatori, sensibili già da tempo al problema: favorire, attraverso la collaborazione/interazione delle associazioni, forze politiche, scuola e famiglie, le condizioni per curare questo disturbo, dare sostegno ai familiari delle vittime del gioco d’azzardo e prevenirne la divulgazione e formazione nei giovani.

Momento certo toccante quello iniziale che, dopo i saluti, tra gli altri, del Vicario per il Laicato, Mons. Mario Cinti, e l’illuminante messaggio del Prof. Antonio Palma, (docente Università Federico II Napoli e Presidente dell’Associazione Scienza e Vita di Napoli), ha accolto la testimonianza di vita di un ex giocatore anonimo (Ass.ne Giocatori Anonimi)  e di un familiare di un giocatore d’azzardo (Ass.ne Gamanon), i quali hanno dato il via ad una concreta e fruttuosa riflessione, ricca di spunti ed informazioni, su quella che è ormai diventata un’attività lecita e socialmente accettata seppur con evidenti e sempre più frequenti risvolti altamente e profondamente negativi per l’essere umano.

Sotto accusa non il “gioco”, valore in sé e per sé e fonte di gioia dello spirito, ma il superamento della misura che trasforma la forma ludica in “malattia”, la “azzardopatia” che coinvolge il giocatore, anche anziano e, ahimè, talvolta minore, ed inevitabilmente i suoi familiari, in un vortice psicologico e patrimoniale dannoso e pericoloso.

La comune riflessione è stata affrontata da esponenti del mondo scientifico, professori, medici e psicologi, nonché del mondo scolastico, delle associazioni impegnate in prima linea ed altresì del mondo politico e della comunicazione, che si sono avvicendati, grazie anche al magistrale ausilio della moderatrice Dott.ssa Maria Pia Condurro, dell’Ufficio Diocesano Aggregazioni Laicali, con interventi concreti e sintetici, anche fornendo interessanti dati statistici, aventi un comune denominatore nella consapevolezza della profonda piaga che sta colpendo la nostra società in questo momento, silenziosamente e troppo spesso sotto le mentite spoglie della liceità dietro cui si cela, invece, la criminalità organizzata.

Non è mancato anche un momento di grande talento artistico con l’intermezzo musicale al piano di due giovani e bravissimi allievi del Conservatorio che ha ospitato l’evento.

Interessanti, senz’altro, le concrete linee propositive avanzate in tema di limitazione e/o proibizione della pubblicità ingannevole, di potenziamento delle cosiddette “buone pratiche di gioco”, di formazione di Osservatori, centri e consultori, di forme di tracciabilità del giocatore ed altresì di modifica dell’art. 415 del codice civile, con l’inserimento, tra le cause di “inabilità”, anche di quella del “gioco d’azzardo patologico”.

Infine, ha richiamato l’attenzione sul fiume silenzioso della “azzardopatia” e sulla necessità ed urgenza di sensibilizzazione delle coscienza collettiva, il Cardinale Crescenzio Sepe, che ci ha lasciato con una concreta ed importante iniziativa della Chiesa di Napoli: l’apertura di sportelli di ascolto, in sinergia con la Consulta dei Laici e la Caritas, per questi “fratelli” in difficoltà che sono i ludopatici e le loro famiglie, affinché possano uscire dal baratro che ha messo la loro “Vita in Gioco”.

5 dicembre 2014

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