A Napoli acqua garantita per 40mila famiglie in difficolta

Campania_NADiritto all’acqua per i più poveri. Vale a dire per 40.000 famiglie napoletane che vivono ai limiti della miseria. Il Comune approva, prima in Italia, una delibera che istituisce il “minimo vitale garantito” per il consumo idrico. Un segnale chiaro della giunta Iervolino, in questi giorni caldi con la raccolta delle firme per presentare i tre referendum per la ripubblicizzazione dell´acqua. La delibera porta la firma dell´assessore alle Politiche sociali, Giulio Riccio, e di quello alle Risorse strategiche, Michele Saggese. E sarà operativa già dalle prossime bollette. Per avviare le procedure, gli interessati possono contattare direttamente l´Arin, via web o telefonicamente.

Il provvedimento parte dall´adeguamento delle tariffe (un incremento medio della bolletta di 2,40 euro a trimestre, cioè di circa 80 centesimi al mese), deliberato dal Cipe, ma ha un valore aggiunto: prevede una fornitura gratuita di 250 litri giornalieri, pari a 41,32 euro l´anno. Quindi, se per una famiglia media l´aumento è del 4,4 per cento, per una famiglia in condizioni di disagio il risparmio è del 19 per cento in un anno. «Abbiamo creato un meccanismo di tariffa sociale che dà l´acqua gratis alle famiglie che hanno difficoltà economiche – spiega Saggese – Comune e Arin si accollano l´impatto economico del provvedimento, ma fondamentalmente l´aumento tariffario previsto in buona parte pareggia con questa misura di agevolazione. Quindi è una manovra quasi a valore zero per le casse comunali e dell´Arin». «Il provvedimento – precisa Riccio – avrà una ricaduta su 120 mila napoletani. Sono 37.500 le famiglie individuate, fasce sociali deboli, già testate anche su altri fronti». E l´assessore alle Politiche sociali annuncia: «A breve approveremo anche nuove misure per agevolare le fasce sociali più povere».

Insomma, da oggi, 120 mila napoletani non pagheranno l´acqua, o, comunque, potranno beneficiare di 250 litri di acqua gratis al giorno, se dimostreranno, in base alla dichiarazione Isee (indicatore del reddito familiare) di avere un reddito non superiore ai 7.500 euro annui. Il Comune, attraverso Arin, impiegherà per finanziare il «minimo vitale garantito», un milione e mezzo di euro. «In un periodo di gravi crisi economica, come quello che stiamo attraversando, e rispetto a nessuna risposta messa in campo dal Governo per sostenere i redditi delle fasce meno abbienti della società – spiegano Saggese e Riccio – questa delibera è un atto importante che colloca il Comune di Napoli in controtendenza con le scelte operate dal Governo Berlusconi, che con il decreto Ronghi, ha privatizzato l´acqua. Una privatizzazione alla quale il Comune si oppone lavorando affinché il servizio idrico della nostra città resti in mano al pubblico».

La delibera approvata è solo un primo passo. «La nostra iniziativa continua – concludono Giulio Riccio e Michele Saggese – Sosteniamo il referendum per la difesa dell´acqua pubblica che, a pochi giorni dall´inizio della raccolte di firme, ha già superato quota 500 mila».


Fonte: www.acquabenecomune.org

 

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