IL GRAN PAVESE DEL LOTTO P PER I MONDIALI DI CALCIO

di  Domenico Pizzuti SJ

 La febbre per i   prossimi mondiali di calcio  investe anche le “case dei puffi” del Lotto P di Scampia. Da giorni  la stradina  che porta da un edicola di Padre Pio alla statua del Salvatore (noto come il ) con le braccia aperte e le fontane zampillanti, a cui in occasione della Pasqua si è aggiunto un  mezzobusto della Madonna dell’Arco, come riferito su questo giornale (Corriere del Mezzogiorno, 4 aprile 2010. pp. 1 e 8), è tutto  pavesata con bandiere  e festoni di striscioline tricolori che ondeggiano al vento,  in attesa del “dì di festa” per dirla con Leopardi. Anche tutto l’intorno  del Lotto P con le grigie torri e l’asilo abbandonato – luogo dei riti di assunzione della droga – è pavesato con i colori nazionali. Un gran pavese per la gioia dei tifosi  decora uno spazio pubblico per autonoma iniziativa.

 

Qualcuno ha certo provveduto per dare ai tifosi ed alle loro  famiglie  il contesto entusiasmante  in cui vivere il tifo per la nazionale al campionato  di calcio che si svolge all’ altro capo del mondo, assumendo e promuovendo  con sottile  intuito la passione calcistica che esplode in questi eventi ed accomuna nei palpiti per il successo della propria squadra e beniamini  davanti al televisore acceso ad alto volume. Simboli religiosi,  ma anche bandiere tricolori per il  tifo nazionale,  Padre Pio e Quagliarella per il Napoli. Il potere sul territorio si afferma non solo con il sacro, ma anche con l’assunzione dei sentimenti  elementari e coinvolgenti come quelli sportivi.  Poco male si dirà!

Ma non  è tutto, perché al  di là  del business ininterrotto della droga anche con i periodici blitz, con i vari ruoli  a cascata nel traffico, si è convinti dai datori di lavoro – si fa per dire – ma anche dagli assunti a diversi livelli di dare e acquisire lavoro a giovani ed uomini disoccupati.  E’ poi fornita assistenza concreta nei momenti difficili della vita degli individui e della famiglie, che naturalmente vengono cooptati per prestazioni occasionali, nei vuoti dell’assistenza  pubblica e di quella delle caritas ecclesiali. Una vera organizzazione sociale  basata su gli introiti del lucroso traffico che scorre per le balconate e gli anditi controllati continuamente da vedette. Una nicchia per certi versi fuori dello stato, in cui convive nello stesso tempo  una maggioranza di oneste famiglie che godono anche di questi privilegi religiosi  e sportivi !

Non ci si può fermare a questo aspetto festoso riguardante la gestione dei sentimenti sportivi con un po’ di bandiere tricolori che coinvolgono ed accomunano famiglie intere, se non si tiene conto dell’altro spettacolo  impressionante delle frotte   di  uomini  che,  scendendo da autobus pubblici  o macchine private  con volti scavati,   a tutte le ore del giorno accorrono letteralmente verso  gli andati delle “case dei puffi” per la dose di droga per uscirne segnati e barcollanti .

Certo è preferibile la passione sportiva, alla dipendenza devastante dalla droga e da traffici illegali e non innocui che offrono – secondo alcuni abitanti – opportunità negate da istituzioni lontane  e poco provvidenti a differenza di altre organizzazioni del cortile. Non lasciamo ad altri la regia anche degli eventi sportivi.


Napoli 6  giugno 2010

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