A proposito di Caritas

 

Ci giunge da Giovanni Nappa, accolito al Gesù Nuovo ed impegnato in alcune attività parrochiali, un articolo sull’esperienza nella Caritas. Ringraziamo Giovanni per questo intervento e per il suo assiduo impegno nella pastorale del Gesù Nuovo.
La Redazione
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A PROPOSITO DI CARITAS
di Giovanni Nappa

Il Centro di ascolto Caritas del Gesù Nuovo fu istituito circa due anni fa dopo un lungo periodo di assenza di questo servizio nella nostra Comunità.

Il p. Liberti diede ampia delega, allora, al p. Luigi Romano quanto a scelta dei collaboratori e ne fu concordata l’impostazione e le direttive di fondo. Beninteso una linea guida di massima visto che nessuno di noi (compresi i sacerdoti) sapeva quale e quanto assorbimento e lavoro ci attendevano sul territorio.

La conformazione atipica della nostra parrocchia fu subito evidente e ci trovammo a dover affrontare le più svariate esigenze e dalle zone più impensate, ancora una volta il ” Gesù Nuovo” si candidava ad essere Parrocchia delle Parrocchie dovendo sopperire ai bisogni provenienti da ogni parte della Diocesi. Non solo, bisognava anche difendersi dai tentativi di approfittatori e questuanti di mestiere che sempre più spesso bussavano alla nostra porta.      Il personale era ed è solo in parte esperto e formato e qualche volta anche i difetti personali hanno giocato il loro ruolo nello svolgimento del servizio.

Ad ogni modo sono ben lungi dal definire l’esperienza Caritas come fallimentare. Sono stati effettuati numerosi interventi sia in termini economici che di assistenza (ed è qui da sottolineare anche la pronta disponibilità dei Superiori), numerose visite domiciliari; ore ed ore sono state impegnate nell’ascolto e nel consiglio degli utenti, qualche volta nel rintuzzare qualche prepotente abbiamo rischiato anche di persona.

Oggi il centro di ascolto, in accordo con i Superiori, si dona un momento di formazione e di riflessione , in primis per permettere a quegli operatori che nella loro vita ecclesiale mai prima d’ora si erano cimentati in un tal impegno di acquisire gli strumenti di base oramai necessari per continuare quella che non è più una iniziale avventura ma un consolidato servizio, poi per riunirci intorno a stimoli ed input formativi e, così facendo, costruire un gruppo fraterno ed affiatato ed, in ultimo, per elaborare la strategia futura.

Non credere, quindi, a chi malinformato riferisce che la chiusura temporanea del centro di ascolto è dovuta al malfunzionamento dello stesso, la cosa è ” work in progress ” e sarà un punto forte delle attività della nostra Comunità.    

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