Auguri … da una Pasqua insanguinata

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Avremmo voluto, come ogni anno, darvi auguri di Pasqua tardivi, cioè a fine giornata, quando ormai erano terminate le orge di auguri pasquali in tutte le salse, su social, mail e chat. Avremmo voluto darvi auguri più riflessivi, auguri più pacati, auguri che fossero un bilancio della Quaresima appena terminata, coronata dal triduo pasquale, annunzio di Risurrezione e speranza, personale comunitaria e per tutta l’umanità.

Ma … ma la nostra Pasqua si è aperta questa mattina con il sangue dei martiri srilankesi, di donne e uomini che nelle chiese stavano celebrando la Risurrezione di Cristo. Ancora una volta vittime della cieca furia assassina di chi vuole utilizzare quel sangue per fini politici ed economici, per rivendicare diritti che non osservano il dovere di rispettare la vita altrui.

Eppure giovedì sera, tre giorni fa, avevamo pregato all’Adorazione eucaristica, all’altare della reposizione, per la fratellanza umana, utilizzando brani del Documento firmato sull’argomento da Papa Francesco e dall’Imam Ahmad Al Tayyeb, ad Abu Dhabi, il 4 febbraio scorso.

Ci aveva colpito in particolare questo passaggio:

Per questo noi chiediamo a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco e di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione. Lo chiediamo per la nostra fede comune in Dio, che non ha creato gli uomini per essere uccisi o per scontrarsi tra di loro e neppure per essere torturati o umiliati nella loro vita e nella loro esistenza. Infatti Dio, l’Onnipotente, non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente.

Ed ora che cosa ci rimane? Ora che per tutta la giornata abbiamo seguito l’aggiornamento sul numero delle vittime e dei feriti delle sei bombe? Di tutta quella preghiera di giovedì sera, che vi alleghiamo in calce, cosa ci rimane?

Ci rimane la fede nel Cristo Risorto, la speranza in un mondo pacificato dalla Fratellanza umana, la certezza che il sangue dei martiri è il fondamento della pace, perché il traguardo finale non è la Croce, attraverso cui dobbiamo passare (e ci stiamo passando), ma la Risurrezione.

icon 13. Adorazione Eucaristica al Gesù Nuovo – Giovedì Santo 2019

 

Pasqua di Risurrezione

21 aprile 2019

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