La nostra Consiglia Salvio, con Zanotelli, Lucarelli, Forte e Montalto presenta alla stampa la campagna referendaria per l’acqua pubblica

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alt   Comunicato Stampa

CONFERENZA STAMPA MARTEDI’ 1 FEBBRAIO 2011, ORE 11.00 LIBRERIA INTRAMOENIA, P.ZZA BELLINI, NAPOLI

OGGETTO: ACQUA PUBBLICA: APPROVATI DALLA CORTE COSTITUZIONALE 2 QUESITI, PARTE LA CAMPAGNA REFERENDARIA PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA

 

Relazioneranno:

Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano; prof. Alberto Lucarelli; avv. Maurizio Montalto; Vittorio Forte e  Consiglia Salvio, referenti “Comitato Referendario Campano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune”.

 Approvati due dei tre quesiti referendari presentati dal “Comitato Promotore dei Referendum per l’Acqua Pubblica” (dopo lo straordinario risultato di un milione e 400 mila firme raccolte nella primavera 2010), parte la Campagna Referendaria per tenere alta l’attenzione dei cittadini sulla necessità di partecipare al Referendum sulla Ripubblicizzazione dell’Acqua.

 Più d’uno i passaggi importanti che da oggi vedono convergere le energie organizzative di tutti i Comitati Referendari territoriali appositamente costituiti, coinvolgendo associazioni e singoli cittadini che credono nel diritto alla tutela dell’acqua in quanto bene comune. In Campania ogni provincia ha provveduto a costituire il suo “Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune”, e per ogni provincia decine saranno i Comitati locali, con una cascata -è il caso di dire- di iniziative comunali, provinciali e territoriali coordinate dal Comitato Referendario regionale, il “Comitato Referendario Campano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune” .

 Anzitutto si chiederà con forza la moratoria del Decreto Ronchi: il “Comitato Referendario nazionale 2 Sì per l’Acqua Bene Comune” sta sollecitando infatti al Governo l’approvazione di un provvedimento immediato di moratoria sulla privatizzazione dei servizi idrici, ovvero che venga sospeso qualunque affidamento dell’acqua a una gestione privata fino a che gli italiani non potranno esprimersi con lo strumento principe del voto popolare.

 

 A tal proposito, si sta rinnovando la richiesta di accorpamento della consultazione referendaria alle elezioni amministrative della prossima primavera, per facilitare sia i cittadini che le istituzioni. Il Referendum dunque potrebbe tenersi proprio nel prossimo mese di maggio. O comunque, secondo legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il Referendum per essere valido dovrà raggiungere il quorum di circa 25 milioni di cittadini di maggiore età (il 50% più uno degli aventi diritto al voto), un valore che non si raggiunge dal 1995. E poi dovranno prevalere i sì, che abrogando i due passaggi del Decreto Ronchi in oggetto, riapriranno a una gestione esclusivamente pubblica dell’acqua.

Trattandosi di un’iniziativa popolare, sarà necessario l’autofinanziamento della campagna referendaria: per questo il 5 e il 6 febbraio prossimi il ”popolo dell’acqua” torna in piazza con banchetti ed eventi in tutte le città italiane, lanciando una campagna di sottoscrizioni e donazioni che durerà fino alla primavera inoltrata. Anche la Campania sarà fortemente attiva sia nell’autofinanziamento che nel battage informativo pro referendum, confermando un ruolo importante in ambito nazionale; numerose saranno le iniziative per continuare a informare i cittadini in particolare proprio sui due quesiti referendari ammessi, convincendoli della necessità del “ SI’ ”. Una necessità che riguarda da vicino la democrazia, visto che l’acqua è un bene comune. Fu proprio questa consapevolezza, unita all’urgenza di sottrarre i beni comuni alle logiche del profitto e del mercato, a determinare e motivare la nascita nel 2006 del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, importante quadro di riferimento da cui prendono il via le varie iniziative sull’acqua.

 Lo scorso 26 gennaio la Corte Costituzionale ha intanto depositato le sentenze con cui motiva le dichiarazioni di ammissibilità dei due quesiti referendari. Sentenze che rendono giustizia alle ragioni dei promotori dei referendum e che smentiscono l’ex ministro Ronchi sul fatto che il Decreto fosse un atto dovuto in attuazione di obblighi comunitari; la Corte definisce che l’abrogazione di tale provvedimento avrà invece come diretta conseguenza l’applicabilità immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria la quale prevede la possibilità di gestione pubblica.

Con riferimento al secondo quesito ammesso, la Corte chiarisce una volta per tutte che con l’eliminazione del riferimento all’ «adeguatezza della remunerazione del capitale investito» si persegue la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua, e ne consegue una normativa immediatamente applicabile.

 

Siti nazionali: www.referendumacqua.it e www.acquabenecomune.org

Siti della Campania: www.refacquacampania.blogspot.com e su facebook: Comitato campano per l’acqua pubblica

 Napoli, 31 gennaio 2011

 

Comitato Referendario Campano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune

 

Addetti Stampa

Simona Schiano di Coscia t/ 3803537551 – 0815586718 – email simonasdic@gmail.com

Enzo Benvenuto t/ 3921940372 – email vincenzo.benvenuto@unina.it

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