Una riflessione sulla Relazione di Francesco al Convegno “La Teologia dopo Veritatis Gaudium”

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La teologia di Francesco: rivalutazione delle profezie di Ernesto Balducci?

(Da alcuni spunti tematici toccati da Papa Francesco)

di Antonio M. Cervo

Mentre sedevo con gli altri ad ascoltare le riflessioni di Papa Francesco durante il Convegno “La Teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo” (20-21 giugno 2019), in una rapida successione di immagini, la mia mente è corsa per un attimo oltre il suo obiettivo immediato, come se una specie di “velo di Maya” si squarciasse dentro di me.

Il sogno di una Teologia nuova, imperniata su parole come “Uomo”, “Ascolto”, “Misericordia” e più legata alla realtà, alla pratica e all’accoglienza, richiamava all’improvviso il pensiero di quei cosiddetti “maestri infedeli” (come Turoldo, Bello, Bonaiuti,….), da cui tanti di noi (me tra questi!) sono stati affascinati per anni: molte delle loro idee, per decenni spesso non comprese fino in fondo o minimizzate, erano adesso quasi rimesse al centro, elevate a patrimonio di tutta la Chiesa, e non più solo di qualcuno.

«Francesco d’Assisi, col suo Cantico, colpì nel cuore l’ideologia teologica cristiana, che era un’“ideologia sacrificale”. Pensiamo alla teologia di Anselmo d’Aosta, che, pur inquadrata nel suo tempo, è giunta fino a noi: per lui tutta l’umanità è nel peccato […] e sullo sfondo abbiamo un Dio- Moloch che, finché non ha avuto il pagamento e l’espiazione fino all’ultima goccia, non perdona (…). Vi pare evangelico questo?».

Così parlava Ernesto Balducci … 

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25 giugno 2019

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