Cvx, giornata di fraternità

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FRATERNITA’

di Pasquale Salvio

Nella Sala Valeriano caffè, cioccolatta e cornetti sono lì ad augurare una buona “giornata della fraternità”.  Quando sono arrivati (in orario!) i nostri giovani, si è capito che l’inizio era di buon auspicio. Un bel momento di accoglienza, che ha dato calore ad una mattinata di sole, felice parentesi tra le piogge dei giorni precedenti e quelle previste dai meteorologi. Il gruppo di lavoro che ha progettato questa giornata l’aveva immaginata proprio così, questa prima ora di vita insieme, in semplicità. E quando è arrivato il nostro storico “caffettaro”, Massimo, è sembrato che un “filo rosso” comunitario, dipanato nello scorrere della nostra storia,  lentamente potesse riemergere. Arriva poi Marilisa, col piccolo Antonio. E la sala si tinge di gioia e di futuro. Il “gargiulino” sgaiattola tra i piedi di p. Rolando, che respira – a me sembra felice – l’aria di una cosa desiderata da tempo…

Alle 11,30 tutti a Messa al Gesù, per la Festa di Cristo Re dell’Universo. Nell’omelia Rolando riprende i suoi spunti di metilazione e sottolinea come la regalità di Cristo si manifesta nell’esperienza della Croce e come se ne capisce il senso: regalità come servizio, che c’invita ad essere testimoni concreti di questo Amore (dare la vita per chi si ama), fino a morire e – con uno sguardo apostolico – non far “morire”.

Poi tutti in sede, secondo il programma, su cui è scritto “partitella di calcio giovani-adulti, mista”. Il tempo tiene. Si fa fatica a trovare “adulti” disponibili tra presenti (non molti, ma i giovani ci sono proprio tutti, o quasi…!). Alla fine ci affidiamo… alla magistratura e ai pensionati. Giovannino e Pasquale entrano tra le fila dei “seniores”, con l’aiuto di una nutrita truppa di giovani. Dall’altra parte i “soli giovani” schierano una formazione agguerritissima. P. Rolando (calciatore di antica fama…) dà il calcio d’inizio. Le reti cominciano a gonfiarsi ben presto, un po’ di qua e un po’ di là. Il magistrato Giovannino si presenta in forma smagliante, contrastando in difesa le assatanate bordate dei giovanissimi. Carmen gli raccomanda di non sudare, perché non ha “la maglia di ricambio”… Ma quando la magistratura scende in campo, non c’è maglia e moglie che tenga… I fratelli Ciotola imperversano e, con la possenza elegante dei bronzi di Riace, aiutano il magistrato, che si spinge persino all’attacco. Ma la compagine dei giovani è fortissima e ribatte colpo su colpo… Alla fine 5 a 4 per i seniores e dentro tutti a preparare il cosiddetto “pranzo al sacco”.

E qui si manifesta uno di quei “miracoli” tipici della fraternità. Nel programma il pranzo doveva essere composto da panini, da scambiare poi con gli altri. Sul tavolo si materializzano invece due “ruoti” di pasta al forno di Giovanna e Gabriella, gateau di patate della Signora Esca, danubi, torte rustiche e di verdure (di cui non ho accertato gli autori: a tutti grazie)… Arriva Gianfranco da Bruxelles, a raggiungere la sua Imma che sta con noi – ed è molto bello – con Alessandra e Chiara.  E Imma, che ha portato due splendide cassate per dolce, fatte da lei, si dà subito da fare e si mette al servizio di tutti… E’ la scuola di comunità, quella di sempre… Il tempo sembra non passare… sembra esserci lasciati la sera precedente, anche con chi si rivede dopo mesi…

P. Pierluigi è al Gesù (ha celebrato la messa delle 11 e quella della 13). Ma poi ci raggiunge (al mattino ci ha procurato il caffè per la colazione). Qualcuno ha salvato pezzi dei primi piatti e lui si siede tra i più giovani, che intanto azzannano i panini portati da casa. Ma molti non disdegnano di “visitare” la storica pentola di Giovanna con salsicce e friarielli. Insomma, un bel pranzo domenicale, di famiglia, a casa…

C’è chi si avvicina sornionamente al tavolo dei dolci, colorato e accattivante. Ed ecco che  arriva p. Vittorio, nuovo parroco (abbiamo vissuto il suo insediamento ufficiale martedì 16, festa di San Giuseppe Moscati) e nuovo superiore, con una guantiera di taralli. Si siede con p. Rolando. Respira e vive con noi, in semplicità, questo “tempo” della mensa familiare. Arriva il momento dei dolci: alle cassate di Imma, fanno da corona una sacher, una torta alla nocciola, i taralli di p. Vittorio, che dimostra (come tutti) un particolare apprezzamento per la squisitezza della cassata.

Dopo il tempo del pranzo comune, era previsto quello del pensiero e della condivisione. Due i temi: la comunità e la sua apostolicità.  A Carmen il compito di aiutarci. Indovinate con che? Ma con una “dinamica”… che, con le “metafore” e i “simboli” (come lei stessa ci dice) si fanno strumenti che possono aiutarci  a capire senso e direzione di marcia del nostro camminare insieme, nella fede e nella vita. Fogli A4,  penne e pennarelli per scrivere, tutti in cerchio, quale canzone e quale città ciascuno ritiene di associare alla nostra Cvx. Vengono fuori le indicazioni più diverse, con la difficoltà a trascrivere titoli di canzoni prevalentemente in inglese. Ma, per la città, Napoli vince su tutte, seguita da Gerusalemme. La spiegazione del perché delle scelte fa emergere il proprio desiderio e la propria visione (amore per la nostra Città, suo valore, desiderio di migliorarla; e poi Gerusalemme come luogo di compresenza tra razze e religioni, o come città della pace; o altre città per motivi legati alla propria storia personale). Il risultato andrebbe approfondito, come strumento di lavoro nella formazione o semplicemente nell’ascolto e nella condivisione.

E qui bisogna dire che, all’insaputa di tutti, si era pensato ad una piccola novità-sopresa: mentre la giornata si sviluppava, due fotografi (Filippo e Pasquale) avrebbero ripreso alcuni momenti della giornata e proiettate alcune di queste immagini durante la preghiera finale, insieme a quelle della comunità di 40, 30, 20, 10 anni fa provenienti dall’archivio di Pasquale. Così, mentre Carmen proponeva una nuova dinamica ai presenti divisi in tre gruppetti (pensare alla comunità come un’auto o un mezzo di locomozione e di quali accessori la fornirebbero, e verso quale direzione farla procedere), Filippo riprendeva un’ultima foto di p. Rolando che giocava col piccolo Antonio e raggiungeva Pasquale e p. Pierluigi per la selezione delle foto da proiettare, come sfondo della traccia storica della Comunità aperta al futuro. Non c’è stato molto tempo per realizzare questa sequenza in modo ragionato, mentre in sala si presentavano e commentavano i tre cartelloni realizzati dai gruppi. Anche su questi strumenti bisognerebbe ritornare.

Alle 17,00 ci siamo predisposti alla preghiera finale. P. Pierluigi (come concordato nella preparazione) ha individuato tre passi, due dagli Atti sulla prima comunità cristiana, l’altro dal vangelo di Marco sulla missione. Scegliamo due giovani (uomo e donna, Giulio e Valentina) e una giovane mamma (Marilisa, con Antonio, “segno” della Comunità che guarda anche al futuro) e – dopo qualche difficoltà a far partire la videoproiezione – partono parole e immagini. Campeggi di decenni fa fino a qualche anno fa, momenti comunitari, apostolati, partecipazione alla rete di lilliput e al social forum, momenti scherzosi, volti di persone (qualcuno non più con noi fisicamente) hanno mostrato a tutti la ricchezza del dono della comunità nei decenni.   Poi le immagini di Filippo, dell’oggi, del “qui ed ora” di questa domenica di fraternità (la colazione insieme, la messa, la partita giovani-adulti con la foto dell’unica squadra-comunità, il pranzo, le dinamiche). Tutto assumeva “volto”, senso e concretezza delle parole della Scrittura, ascoltate in silenzio, per riempire il cuore e la mente della voce di Dio. La Parola si faceva carne, storia, desiderio. In Cristo, per Cristo, con Cristo. Insieme.  alt

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Nel ricordare ai presenti il senso di questa giornata, alla fine, ho sottolineato in poche parole tutto ciò che, in qualche modo, ho cercato di ricordare in questa cronaca. Ho sottolineato  che nel gruppo di lavoro ci è sembrato utile che questa giornata di fraternità fosse proposta come l’inizio di un percorso, da svilupparsi  durante l’anno in alcune tappe, scandire di un “andare insieme” quotidiano. E ho proposto di chiudere la “giornata di fraternità”, figli del Padre Nostro, con la preghiera che Gesù ha voluto regalarci, sintesi delle beatitudini. Il cerchio di fraternità ha così pregato insieme, guardando a Maria come donna del “si” a  Dio, Trinità d’amore.

Prima di andare via ho chiesto due minuti ancora di proiezione. Ho proposto la visione di alcune delle foto che ho fatto nella giornata e che, insieme a quelle di Filippo, entrano nell’album di famiglia.     Volti e volto di una bella giornata, che ha rimesso in movimento l’incontro fraterno tra generazioni, guardando avanti, coscienti delle nostre ricchezze e dei nostri limiti. Ma soprattutto del dono della vocazione ad essere Comunità di Vita Cristiana, per essere “luogo” di formAzione e “casa” aperta e accogliente, dono soprattutto per chi ha più bisogno di amore, di pane, di giustizia, di pace. Di Vita. A maggior gloria di Dio.  alt

 

Pasquale Salvio


 Del gruppo di lavoro fanno parte: p. Rolando Palazzeschi SJ, p. Pierluigi De Lucia SJ, Gabriella Butera, Carmen Cecere, Pasquale Salvio

 

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