“tu, io, Lui… Dialoghi di fraternità”. Quando la posta elettronica diventa “spazio” di ascolto, di conoscenza, di dialogo…

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Avviamo, con questa esperienza di dialogo tra fratelli di Comunità, una nuova rubrica del sito che vuole essere spazio di accoglienza di un’esperienza spirituale vissuta e narrata. Anzi, donata. Con amore. La pubblichiamo alla fine del tempo di Pasqua, anche se il dialogo si riferisce al cammino verso di essa e appena successivo. Buona lettura e, se volete, commentate con le vostre risonanze. Le email sono state pubblicate così come ricevute dagli interessati. Grazie ad Adriana che ha accettato questo “dialogo a tre” (tu, io, Dio) e ai lettori per l’ascolto. Pasquale.

 

Pasquale – 7 aprile 2011 – Tempo di Quaresima, verso la Pasqua.

Ciao, Adriana,  come va? Spero bene. Eccomi a riprendere quella proposta che ti feci domenica scorsa, dopo messa:  invece di un’intervista per il sito, metter su in modo fresco e spontaneo un colloquio tra di noi, per posta elettronica. Argomento: uno scambio sulle nostre vite e sulla Vita, illuminata dalla fede nel Dio di Gesù Cristo. Che ne pensi? Potremmo, se sei d’accordo, procedere in questo modo:

1)      Magari comincio io spiegando, per chi “naviga” nel sito, di che si tratta e partendo da una richiesta di conoscenza reciproca (sintetica);

2)      Tu rispondi con la tua presentazione e rimbalzi a me con la mail un tuo punto di domanda o qualcosa che senti di affrontare insieme o di sottolineare;

3)      Io ti rispondo; e così via, toccando alcuni punti che riguardano la nostra vita, personale, sociale, ecclesiale, politica (in senso alto) e la nostra fede, nell’apertura ad orizzonti più ampi.

Ci fermiamo a quattro cinque rimbalzi di punti, lasciando aperte le questioni ad eventuali approfondimenti/commenti dei lettori. Alla fine (verso Pasqua) vediamo cosa ci ha ispirato lo Spirito Santo. Se va bene e condividiamo, pubblichiamo questo originale “dialogo di Vita”. Verso la Pasqua.

Così sto’ sito diventa meno “vetrina”… Ma se non sei d’accordo, va bene lo stesso. Magari possiamo muoverci in modo più tradizionale, o, se vuoi, pubblicare una tua riflessione sul tuo incontro con Gesù e su come ciò illumina la tua vita. Dai, pensaci!  Aspetto la tua risposta. Un caro saluto e grazie. Pasquale


Adriana – 9 Aprile 2011

—– Mi piace la tua iniziativa, vediamo cosa succede…attendo tue.  Adri

 

Pasquale – 12 Aprile 2011

Bene. Sto andando a un convegno (con Gabriella, alla Facoltà Teologica di Posillipo) su don Peppe Diana, Don Pino Puglisi e Rosario Livatino. Torno stasera. Potremmo iniziare così, se sei d’accordo, poi vediamo come procede: prima ci presentiamo brevemente, poi ognuno di noi fa una domanda all’altro a partire dalla risposta ricevuta e intrecciando il dialogo, facendo emergere il cammino di fede integrato con la vita. Io ti scrivo stasera, al massimo domattina. Poi ci prendiamo l’impegno (come negli esercizi spirituali) di essere fedeli al tempo. Così lo rispettiamo col ritmo di questo periodo che ci porta a Pasqua e concludiamo il tutto con la vigilia di Pasqua. Ce lo riguardiamo e pubblichiamo quanto lo Spirito ci avrà ispirato il giorno di Pasqua. Ti va bene?  Un abbraccio fraterno e buon cammino insieme. Pasquale


Adriana – 13 Aprile 2011

Caro Pasquale, per me va bene…attendo  tue


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Pasquale – 13 Aprile 2011

Cominciamo, allora, dalle presentazioni…

Adriana, sai che mi ha colpito molto la tua “Lettera d’amore a Dio”?  “Cucciolo mio”… l’hai chiamato; nella contemplazione della Grotta,  a Natale… E oggi, andando verso la Passione e la Resurrezione di quel cucciolo di Dio fatto Uomo, è bello e intrigante intrecciare con te un dialogo fraterno, semplice. Che, spero, ci  proietterà nelle profondità del nostro animo e, se possibile, nell’immensità dell’Eterno. Grazie per aver accettato questo dialogo a distanza, che si muove nello spazio delle mail. Ogni parola ce la doneremo in spirito di comunione, e, insieme, la doneremo a chi, per scelta o per caso, navigherà nel nostro sito web. In fondo, ci conosciamo appena. Tu vivi l’esperienza della comunità da qualche mese, io da molti anni. Sei l’operaio dell’ultim’ora… Sappiamo che le strade della fraternità disegnano percorsi imprevedibili e regalano affascinanti possibilità di narrazione di sé stessi, e di sé in relazione con Dio, con i propri affetti, con i fratelli, con tutti gli altri, con chi più soffre, con il Creato. In fin dei conti tu sai di me ben poco. Conosci Gabriella, la Sposa con la quale, innamorato in modo sempre nuovo e intenso, sabato festeggerò i nostri 34 anni di matrimonio che, con i sei circa di fidanzamento, coprono i due terzi circa della mia esistenza. Da quel “si”, ripetuto e rinnovato ogni giorno, sono nati Francesco e Luigi, oggi trentenni o giù di li. Quel “si” nacque e si rinnova come “segno” dell’Amore trinitario, aperto, accogliente, con tutti i limiti della nostra condizione umana. Quel “si” è stata una scelta di vita, sostenuta dalla fede e dalla vocazione, anche alla spiritualità ignaziana: quanta Grazia! Una scelta che, negli anni, ha fatto maturare in noi, come persone, come sposi, come famiglia, l’apertura al mondo e il desiderio di dare risposte possibili a Cristo sofferente negli impoveriti ed emarginati del nostro tempo. Infine, cara Adriana, il lavoro. Da due anni sono in pensione. Ho sperimentato la precarietà di un’azienda in crisi, in questa Città e in questo Mezzogiorno in crisi, e dell’accompagnamento ad  una pensione incerta. Ma ho anche lasciato un mondo, quello del credito, che mi poneva domande di senso e di collocazione critica rispetto alle istanze di giustizia economica, sociale, politica che segnano l’Umanità. Non era lì, in quel “sistema” che dovevo stare. Ciò mi ha  permesso di offrire il mio lavoro e il mio tempo nel mondo del volontariato, della cooperazione internazionale, della solidarietà sociale. E tu? Come arrivi a questo strano incontro con me? Chi sei? Cosa vibra dentro di te mentre chiami con affetto “cucciolo mio”  il Dio che si sbilancia per amore nella nostra storia? Ti chiederò più in là della preghiera, nella tua vita…


Adriana – 14 Aprile 2011

Caro Pasquale, è proprio vero,  come hai detto le strade della fraternità disegnano percorsi imprevedibili… tutto mi sarei aspettata, un giorno, di navigare in internet e di parlare di Dio e di me con una persona che conosco appena… Sì perchè è solo dall’estate del 2003 che ho avuto la grazia di avvicinarmi al Signore (infatti, dico spesso agli amici che non ho 43 anni ma solo 8 nello Spirito) prima di allora  ti confesso che non conoscevo nemmeno la differenza tra Dio, Gesù e lo Spirito Santo!

Sono architetto, sono laureata dal ’94 e svolgo la libera professione, non sono sposata, non ho figli,  ho un compagno da 5 anni.

L’incontro con il Signore è avvenuto durante un periodo di grande crisi, amareggiata da delusioni e ferita da esperienze negative, esprimevo a Dio tutto l’urlo della mia disperazione, con  tono quasi minaccioso Gli dicevo che non volevo più far parte di questo mondo, le cui regole erano per me solo fonte di delusione e di dolori…oggi, invece, posso dire con soddisfazione che sono arrivata a benedire quel momento di dolore che in fondo mi ha permesso di conoscere Dio… al mio urlo, infatti,  Lui si è rivelato e ha riempito con il Suo Meraviglioso Amore  tutto il vuoto  che quell’esperienza aveva fatto emergere… il vuoto che prima cercavo di riempire disperatamente con cose vane o legandomi a persone in maniera quasi morbosa e il cui distacco mi provocava grandi disagi (sindrome dell’abbandono) veniva finalmente riempito direttamente da LUI che è venuto per liberare dal carcere i prigionieri ha spezzato le catene delle mie dipendenze emotive…per cui ora cerco di dipendere solo da Lui.

Tutto ha inizio con un incontro con un uomo speciale: Salvatore, un angelo che ora non è più con noi…un giorno vado al suo studio e resto colpita dalla Bibbia aperta che aveva sulla sua scrivania, gli chiedo il motivo e lui mi risponde semplicemente che era una lunga storia   che mi avrebbe poi raccontato con calma, come ti ho accennato, per me era un periodo veramente difficile, non riuscivo nemmeno a lavorare, ero molto tesa e scattavo per  un niente per cui, ad un certo punto e senza alcun motivo, ebbi un gesto d’ira nei confronti di quell’uomo  che invece, da quando ero entrata dalla porta non aveva fatto altro che essere  gentile e garbato, una gentilezza e un’accoglienza  che immediatamente percepii essere diversi  da questo mondo… per cui mentre stavo ritornando a casa sentii forte  l’esigenza di telefonare e chiedere scusa a quell’uomo che poi mi avrebbe fatto toccare con mano l’Amore di Dio…Io vi riconoscerò dal modo in cui vi amerete…. solo dopo aver conosciuto Salvatore mi è stato chiaro questo versetto della Bibbia!

Sai, Pasquale,  credo che quando si è solo sfiorati da questo tipo di AMORE non si può più rimanere indifferenti e non si può non condividerlo con gli altri e la sua stessa natura che lo esige. L’Amore vero, autentico, incondizionato, che tutto scusa…l’Amore di cui parla S. Paolo nella lettera ai Corinzi, lo riconosci subito e questo Amore richiama all’ordine quello che di buono è dentro ciascuno di noi, il frammento divino che è in noi comincia a destarsi e a vibrare…che meraviglia scoprire di far parte della Bellezza, della Verità, della Giustizia, dell’Amore, dell’Eternità… forse scoprire di essere parte di quest’Armonia significa già sperimentare il Paradiso in terra…

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Pasquale – 15 Aprile 2011

… e, sì, cara Adriana. L’Armonia… A casa nostra abbiamo il vecchio pianoforte con cui ha studiato Gabriella. Ogni tanto, Paolo, un giovane pianista dell’avellinese, viene da noi per esercitarsi… le note di Mozart, Brahms, Beethoven riempiono la nostra casa di un’atmosfera tutta spirituale… La luce, i mobili, i libri, noi stessi: tutto sembra diverso, abbracciato dolcemente da sequenze di mozioni ed emozioni, di calore e di colori che danno un tono nuovo alla Vita… Ah! E’ proprio vero che la musica supera tutte le frontiere, interiori e esteriori, col suo vocabolario universale, con le sue vibrazioni dell’anima… Davvero chi canta, o suona, prega due volte… Allora la Bellezza e l’Amore prendono volto e corpo in uno sguardo, in una nota, in un suono che rincorre nell’aria la farfalla che cerca nel fiore la fragranza della primavera, il suo alimento, i suoi profumi, la Vita che si rinnova…

Mentre rileggevo la tua email, stamattina, mi ha raggiunto la notizia dell’assassinio a Gaza di Vittorio Arrigoni, il volontario italiano, reporter e giornalista per testimoniare al mondo la condizione drammatica del conflitto tra Israele e Palestina. Alla vigilia della Settimana Santa e della Passione, questa morte, nella Terra di Gesù, è un grido di dolore che raggiunge anche le mani di Paolo che volano sul piano, e sembra togliere voce a quell’Armonia, ch’è quasi sapore e assaggio del Paradiso…

Ho pregato per Vittorio, per il popolo palestinese e per quello israeliano divisi da muri antichi e nuovi, non solo di mattoni. La  mia mente e il mio cuore sono riandati alla Terra Santa, quando, con Gabriella vissi l’indimenticabile esperienza degli esercizi spirituali nei luoghi dove Gesù aveva vissuto (magari, se vuoi, ne parliamo e ho qualche foto da farti vedere. Sai, la fotografia è una mia vecchia passione amatoriale).

Ma una cosa desidero dirtela ora. Nel Vangelo di Luca si narra dell’episodio di Zaccheo e del suo incontro con Gesù. Era uno che “stangava” il suo popolo con le tasse ingiuste imposte dai romani occupanti e rubava di suo. Quando sa che Gesù passa di lì, un po’ perché basso di statura, un po’ per nascondersi dalla sua gente, sale su un sicomoro, e “aspetta”.  Il sicomoro è un albero grande e frondoso. Quando lo vidi rimasi colpito dalla sua imponenza. Da lì Zaccheo incrocia lo sguardo di Gesù… “Scendi – gli dice – oggi devo fermarmi a casa tua”.  Come tu hai incontrato il tuo Salvatore, Zaccheo incontra “il” Salvatore, quello che sconvolge le categorie e “abita” la tua casa, la tua vita, l’incontro con te, che magari tutti giudicano da condannare…

Zaccheo vive la conversione del cuore, quella di Ezechiele, ed è subito conseguente a tutto ciò, disposto a restituire il maltolto a chi aveva frodato, dando “quattro volte tanto”, cioè una cifra enorme, impossibile…  Non è solo il perdono, ma è la riconciliazione con Dio e con gli uomini, che ha un suo prezzo, che l’Amore sostiene nella conversione

Perché ti dico questo, cara Adriana? Cosa c’entra col nostro dialogo su Dio e sulla Vita? Credo che l’assassinio di Vittorio, come le tante morti fisiche e spirituali del nostro tempo, siano anche frutto di mancate riconciliazioni nell’Amore, tra persone e tra popoli. Anche nelle comunità, civili ed ecclesiali. C’è un prezzo da pagare per “restituire quattro volte tanto” a chi si è frodato in dignità, lavoro,  casa,  giustizia,  bellezza,  armonia,  amore, verità. Solo il Signore, solo la conversione del cuore, solo la preghiera possono aiutarci a pagarlo questo prezzo, e vivere quell’amore comunitario che ci fa riconoscere come figli del Padre Nostro e delle Beatitudini.

Finisco. Ho un peso nel cuore per questa morte, per quest’ennesima guerra (in Libia), per l’egoismo delle nazioni che frena l’accoglienza dei poveri, dei migranti, di chi scappa dalla fame, dalla persecuzione e dalla morte. Sono fratelli, volto reale di quel Gesù crocifisso, che mi ama e a cui corrispondo così male, di cui ci prepariamo a fare Memoria della Passione e della Resurrezione.

Ora vado in Comunità per l’incontro con p. Enzo Sibilio, il nostro assistente nazionale della Cvx. A proposito, se ne hai voglia, anche più in là, puoi dirmi come vivi questa esperienza della “comunità”? Com’è entrata nella  tua vita?  Grazie, dell’ascolto, cara Adriana. Aspetto la tua email. E’ anche la mia (e nostra?) preparazione a stare ai piedi della Croce di Gesù, con Maria, e poi gioire davanti al Sepolcro vuoto…


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Adriana – 20 Aprile 2011 – Mercoledì Santo

E’ la prima volta che prendo parte  a riunioni di comunità, mi sono ritrovata lì un pò per caso e un pò perchè credo che al di là del rapporto diretto con Dio sia importante anche la “relazione” con i fratelli. Il richiamo è stato forte soprattutto dopo l’ascolto di alcune omelie di Padre Rolando  Palazzeschi che mi hanno profondamente toccato…Vivo con gioia questa nuova esperienza anche se non ti nascondo che al di là  della decodificazione raffinata delle Sacre Scritture mi piacerebbe sperimentare qualcosa di più operativo…ti riassumo a tal proposito parte di un mio intervento all’incontro adulti

…. non dimentichiamoci mai che il Verbo,  ha una carica a dir poco esplosiva, il Verbo è Gesù, questa deve essere lettera viva, quello che noi leggiamo e commentiamo andrebbe messo in pratica … Che occasione  che abbiamo… se ci riflettiamo, Dio tra i tanti doni elargitici  ci ha dato la possibilità strepitosa di far rivivere Gesù ogni volta che vogliamo….basta mettere  in pratica la Sua Parola!

1) Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio…

Ebbene quando mi sono convertita,  parliamo di circa 8 anni fa, ero più giovane, una delle prime cose che mi capitò immediatamente dopo la conversione fu questo desiderio incessante, questa fame di lettura  di argomenti religiosi, della Bibbia e di libri di commenti alle sacre scritture per cui pian piano dalla mia scrivania sparivano le riviste di architettura e aumentavano quelle relative a argomenti di tipo spirituale tanto che i miei erano perplessi, preoccupati, li sentivo bisbigliare forse vuole diventare suora e altri commenti … che lascio alla vostra immaginazione… comunque, come tutti i miei coetanei, andavo a feste e cene ovviamente vestita in un certo modo, spesso gonna, tacchi a spillo… comunque non passavo inosservata ma non tanto per la mia fisicità quanto perché in quel periodo leggevo un testo intitolato la psicologia di Gesù che aveva l’immagine di Gesù in primo piano …ed era diventato il mio compagno inseparabile per cui me lo portavo dietro sempre… sentivo che la gente mi osservava in maniera curiosa …. Allora la mia prima reazione fu  di vergogna, capovolsi il libro non facendo più vedere l’immagine di Gesù …. Anche perché in verità parlare di Dio non è alla moda, non è moderno..…provai  imbarazzo, mi vergognai di Gesù e in quel preciso istante la mia coscienza fu scossa  e mi affiorò alla mente… a chi si vergogna di me davanti agli uomini anch’io mi vergognerò di lui … e anche la scena di Pietro nel film di Mel Gibson che rinnega Gesù per tre volte , immagine suggestiva che il regista sceglie di proiettare a rallenty e Gesù lo guarda trasfigurato, in una maschera di sangue,  quasi a dire … Pietro che fai? Te lo avevo detto …e Pietro piange… pentito, per il suo tradimento…. per cui da quel momento in poi, ho provato la stessa cosa,  non ho mai più nascosto quell’ immagine del libro  e la mia identità di vera cristiana, anzi, spesso, questo è diventata l’occasione per parlare di Dio negli ambienti più strani e inconsueti e allora parlare di Dio, indipendentemente da dove ti trovi o con chi parli, porta te e il tuo interlocutore  in una dimensione nuova e libera da qualsiasi tipo di convenzione, moda  e formalismo e dove scopri che tutti in fondo siamo animati dal desiderio di incontrare veramente Dio .

2) Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi del come e del che risponderete a vostra difesa, o di quello che direte; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire…

Antonio mi telefona  un giorno intorno alle 9,00, Antonio è un penalista, mi telefona preoccupato e mi  dice che non ha ben studiato un processo per cui  era in ansia per la  sorte del suo assistito, peraltro sembra fosse anche innocente, al che io gli suggerisco in maniera semplice come risolvere il problema facendomi promettere che avrebbe seguito il mio consiglio alla lettera e cioè, prima di parlare in udienza, di pensare a Dio, di affidarsi completamente a Lui perché lo Spirito Santo gli avrebbe suggerito cosa dire…

Intorno a mezzogiorno mi arriva una telefonata di Antonio, colpito, meravigliato, stupito che appunto mi dice non puoi nemmeno immaginare quello che si è scatenato, ho seguito alla lettera le tue parole… risultato al di là di ogni immaginazione, scarcerazione immediata, benedizioni del cliente che Antonio scopre credente e stupore di tutti in aula, vogliamo fare i complimenti ad Antonio o allo Spirito Santo????

3)      …. non state a cercare che cosa mangerete e che cosa berrete, e non state in ansia! Perché è la gente del mondo che ricerca tutte queste cose; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in più…

Durante le mie prime  letture e meditazioni della Bibbia, vengo a conoscenza  nel Vecchio Testamento dell’esistenza della regola della decima e decido di mettere in pratica tale regola per cui il 10% dei miei guadagni da quel giorno andavano in beneficenza … i primi tempi era davvero dura…così come…. rimetti i debiti ai tuoi debitore…applicavo con una certa sofferenza tali  regole quando, un giorno, in macchina, una sera, dopo il lavoro, prima di rincasare parlando con Lui, Gli manifestai  tutte le mie paure, del tipo io sto dando il 10% al mese dei miei guadagni, sono preoccupata, tu conosci la mia condizione, ecc. ecc. sta di fatto che quella stessa sera a casa mia, mia  madre mise in fila sulla scrivania almeno 10 liquidazioni relative a compensi vecchi ai quali avevo quasi rinunciato….e questa non è affatto una coincidenza, ve ne potrei fare altri di esempi simili e non solo con il denaro , con il tempo , generalmente  con ciò che per noi in quel momento è prezioso, quando riusciamo a mettere Lui al primo posto,  tutto il resto miracolosamente ci vien dato di più ….. quando aprì la cassetta di sicurezza in banca , quando comprammo casa, notavo queste persone che in ansia depositavano tutti i loro preziosi anche con una certa circospezione e aria di diffidenza…. schiavi in un certo senso di quello che possedevano ….allora mi venne in mente, dopo l’operazione fatta, di depositare in quella cassetta quello che ho di più prezioso al mondo… una bella immagine di Gesù con scritto dietro tutto quello che per me significa Dio e il Suo Preziosissimo Amore, perché è vero che dove è il nostro tesoro, lì e il nostro cuore, vogliamo che il nostro cuore sia imprigionato insieme a cose materiali o libero insieme a Gesù? Allora  prego ora  il Signore di aiutarmi a fare in modo che il mio cuore sia sempre più lì, metaforicamente, in quella cassetta aperta, che non ha bisogno di serrature e libero  insieme a Gesù.


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Pasquale – 22 Aprile – Venerdì Santo

Rieccomi, Adriana. Finalmente riesco a fermarmi per dedicarmi al nostro colloquio. E’ il Venerdì Santo e, se sei d’accordo, possiamo concludere con la Pasqua questa nostra esperienza di dialogo.

Riparto dall’ambiente freddo e asfittico delle cassette di sicurezza a cui accenni nella tua email. Nella banca dove lavoravo ho assistito anch’io alle scene che descrivi. Quei caveau sono progettati proprio per creare quel tipo di atmosfera e di atteggiamenti nelle persone. Quanti segreti nascondono quelle piccole bare di ferro! Più che sul “tesoro” da custodire (significativo, tenero e sconvolgente il tuo mettere l’immagine del nostro tesoro, Gesù, lì dentro…) mi sembra che la cosa che colpisce è la parola “sicurezza”.  Credo che dica non solo garanzia che i tuoi beni sono al sicuro, ma anche un sub-messaggio: le cose, il denaro, le ricchezze sono la tua “sicurezza”…  Sai, quella immagine di Gesù, con le tue parole di amore per Lui, scombussola la partita doppia dell’esistenza. Scrive un nuovo dare/avere di sentimenti e di vita,  rimette al suo posto i fini e i mezzi, ciò che conta, ed è veramente prezioso: il “tesoro”… Dio Amore, il suo Volto nel volto dell’altro, e noi con Lui, in Lui, per Lui; insieme, nello stupore della Vita scoperta, donata.

Oggi, di fronte al Calvario e alla Croce, quell’immagine si fa Volto sofferente… Il “cucciolo” di Dio, ormai Uomo consapevole della Sua divinità e della Sua umanità, si fa inchiodare al legno dell’egoismo e del peccato, personale, comunitario, sociale. Che assume su di se, per reimpastare l’Uomo nuovo, figlio della Resurrezione.

Desidero raccontarti di una persona, che voglio affidare anche alla tua preghiera. Un mio amico, una persona onesta intellettualmente, avvocato. Franco, quasi mio coetaneo, ha avuto un bimbo, che oggi ha 7 anni circa. Non crede in Dio. Ma si è sempre interrogato con intelligenza critica sul rapporto fede-vita e sul cammino della Storia e della Chiesa. E’ una persona generosa, un professionista affermato e stimato. Ieri sono stato con lui due ore. Un confronto affettuoso e serrato a partire dallo scandalo di certa politica immorale di oggi, non sempre condannata chiaramente dalla Chiesa ufficiale; sulla scia dell’assenza di risposta di quest’ultima sui grandi punti problematici della storia ove bisognava affermare la coerenza col Vangelo (esempio la Shoah, la bomba atomica, etc.). Nella sua laicità e nel suo realismo attento e rispettoso, Franco coglie  la decadenza della cultura in cui siamo precipitati, dove persino i genitori invogliano le proprie figlie a concedere i loro corpi ai potenti di turno, sull’altare della carriera, del prestigio, del consumo. Ben oltre le corruzioni dei politici di un tempo, anche recente…

Ecco. Da una parte c’è la cassetta di “sicurezza” e dall’altra l’uomo in ricerca di Dio. Le letture di ieri, Giovedì Santo, mettevano ancora al centro Gesù, Servo di Jahvè, Dio fatto carne per affermare il “diritto e la giustizia”: “Lo Spirito del Signore è sopra di me: per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19).  Quanti Franco, onesti e coerenti, sono frenati nella loro ricerca di senso e di Dio dalla testimonianza incoerente della Fede, soprattutto da parte di chi non condanna il peccato, anche strutturale, che attanaglia l’uomo e l’umanità oggi, generando impoverimento, guerre e violenze, distruzione dell’ambiente? Quanti Franco sono illuminati nella loro ricerca dalla testimonianza di tanti, conosciuti e non, che donano la loro vita, con tutti i propri limiti, per realizzare la missione del “Servo di Javhè”? Io non so se e quale scintilla riuscirà a far scattare in Franco il calore dell’incontro con Gesù e con la Trinità. So che insieme possiamo pregare per lui e per i tanti che, come te,  trovano nella conversione una nuova visione di esistenza, una Luce che illumina in modo nuovo e rinnovante la loro vita e il mondo che li circonda. So però che gli occhi di Franco brillavano di gioia nel pensare alla mano del suo figlioletto stretta alla sua, reciprocamente affidati ad un abbandono fiducioso. Percepii la paternità e maternità di Dio quando strinsi tra le braccia, con Gabriella, quei due frugoletti dei miei figli, Francesco e Luigi, per poi rimanere estasiati dal loro crescere e aprirsi alla Vita.

Non posso non pensare e pregare con Maria ai piedi della Croce, mentre raccoglieva il sangue del suo “cucciolo”, che aveva tenuto per mano,… quella mano ora trafitta dal chiodo arrugginito del nostro peccato…

Scusa i pensieri confusi, cara Adriana. Sono un po’ stanco. Oggi è il mio compleanno: sono 62, molto “pieni” e di questo ringrazio Dio. Lascio a te questo sabato Santo e l’apertura alla Veglia Pasquale. Accipicchia. Ma sai che, in questo “tempo” sento che i miei Genitori mi hanno dato un nome proprio importante? Che responsabilità… A  proposito. Franco mi diceva ieri della centralità della Poesia a sostegno di una visione di vita aperta all’Altro, anche nel “fare” con semplicità gesti d’amore. Mi ci ritrovo: la poesia nasce da “dentro” e si fa messaggio di Vita. Un’ultima confidenza: anch’io avrei voluto fare l’architetto… poi l’ingegneria… lasciata; e i bivii della vita che ti costringono a lasciare i sogni… Anche l’Architettura può dare forma alla Poesia…


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Adriana – 24 Aprile – Pasqua di Resurrezione

Ciao Cucciolo mio, oggi è Pasqua, è la Tua festa, è la festa dell’Amore, della Gioia, della Rinascita, della Vita…

Grazie Signore per averci donato Gesù!

Grazie per essere venuto in mezzo a noi!

Grazie per averci donato la Via per arrivare direttamente a Te!

…Che prezzo però hai dovuto pagare!

Perdonaci per tutte le offese, per tutti gli oltraggi, per tutte le volte che non ti abbiamo riconosciuto o peggio che  abbiamo fatto finta di non conoscerti…

Scusaci per tutte le volte che ancora ti oltraggiamo con i nostri gesti di egoismo, di indifferenza, di vacuità.

Aiutaci invece Padre a prendere esempio da Te…

Aiutaci a fare in modo che la nostra vita sia l’espressione concreta del Tuo Amore,

Aiutaci a sopportare le ingiustizie, le angherie, le offese con la Tua mansuetudine e a donare invece solo ed esclusivamente Amore.

Aiutaci a riconoscere Te  in tutto quello che facciamo e in tutte le persone che incontriamo.

Aiutaci a dispensare la Gioia della Tua Presenza, a dare senso, il Tuo senso, ad ogni attimo della nostra esistenza…allora, forse, solo così Padre, sarà tutto davvero compiuto!

Ti AMIAMO SIGNORE CON TUTTO IL NOSTRO CUORE,  LA NOSTRA ANIMA E OGNI NOSTRA CELLULA, ORA E PER SEMPRE NELL’ETERNITA’!

Auguri a tutti i miei fratelli Adriana

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Pasquale – 28 Aprile – Prima settimana dopo Pasqua

Rieccomi, cara Adriana, per quest’ultima mia piccola riflessione, che chiude il nostro dialogo verso la Pasqua di Resurrezione. Ti scrivo solo ora, perché ho un piccolo spazio di tempo che desidero dedicare a questo colloquio a tre: tu, io, Lui…

Ieri sono stato l’intera giornata in strada, con i gazebo della Rete Shukran che abbiamo messo su “per e con le persone senza dimora”. Sono tra i poveri più poveri, “invisibili”, sconosciuti, rifiutati… Città della Gioia onlus, di cui ti ho parlato, è una delle cinque organizzazioni che l’hanno promossa intorno ad un progetto che si chiama, appunto, “Io ti vedo…”. Per noi credenti è tutto tra la Croce e la Resurrezione. Questi poveri sono anch’essi il Volto di Gesù sanguinante per le spine del peccato dell’Umanità; Volto sofferente per i maltrattamenti, le esclusioni, le ingiustizie… Mi ricordano il Volto della Passione di Gibson. Ma vedere come ieri i volontari della neo-nata Rete parlavano con i passanti e quanti di questi si sono fermati, hanno contribuito, hanno dato la loro disponibilità a “farsi prossimo” apre già alla Resurrezione…

Che bella la tua preghiera a Gesù, nel giorno di Pasqua! Un dialogo tra innamorati… Grazie!

Io vorrei concludere queste nostre chiacchierate fraterne con la storia di Mario e con la telefonata che ho avuto con lui la sera di Pasqua. Mario è una persona senza fissa dimora napoletana, ma che si trova a Pesaro dove, per mille vicissitudini e problemi, è arrivato, indirizzato dal Ser.T. di Napoli in una comunità di recupero (è alcolista, oltre ad avere vari problemi sanitari). Mario non ha nessuno, tranne una lontana cugina a Venezia, che non lo vede da molti anni. E’ seguito però a distanza da Stefania e da Amelia, due socie di Città della Gioia, docenti, volontarie. Lo aiutano saltuariamente, anche economicamente. Mario va via dalla comunità di recupero ed entra in un ospedale vicino Pesaro. Le sue condizioni sono precarie e necessita di accoglienza in una struttura idonea. Stefania mi chiede se possiamo intervenire su Pesaro,se conosciamo qualcuno che possa dare speranza a questa persona disperata e anche difficile. Mi ricordo che a Pesaro, navigando su internet, ritrovai per caso un’associazione omonima della nostra  (Città della Gioia) che si occupa di senza dimora e che gestisce una piccola casa di accoglienza. Telefono e conosco Claudia, 40 anni, due figli, coordinatrice dei loro progetti, credente in Gesù e che opera anche per una scelta di fede. Intrecciamo i contatti, le conoscenze.  Facciamo ponte con i servizi sociali di Pesaro e si crea una piccola rete di collaborazione, anche con i Ser.T. di Napoli e Pesaro, mediante Ketty, nostro medico volontario. Mario viene tolto dalla strada ed entra in “Casa Mariolina”, di Città della Gioia di Pesaro, per 10 giorni. Poi non ci sarà possibilità di gestire il caso, se non con complesse pratiche burocratiche a Napoli e senza certezza di strutture di accoglienza, anche fuori regione. Del resto Mario vuol restare a Pesaro. Scaduti i 10 giorni, torna per strada. Incontra Tiziano, un evangelico, che lo ospita a casa sua. Intanto manteniamo i rapporti, anche con gli alberghi dove è stato ospite e dove sono stati prodotti danni dal suo essere rimasto dipendente dall’alcol. Tiziano lo aiuta ad avere un colloquio con un’altra casa di accoglienza di Pesaro che, provvidenzialmente, si profila come possibilità accoglienza: ultimo disperato tentativo. Il colloquio ha esito positivo: Mario entra il 27 aprile! Intanto, resta con Tiziano e la sua comunità evangelica e in una decina di giorni vive – dice – esperienze di solidarietà e d’incontro con Gesù. Smette di bere. La sera di Pasqua – dopo un intreccio di telefonate e sms tra Stefania, Amelia, Claudia, Gabriella, me – telefono a Mario per fargli gli auguri e vedere come sta, e dirgli del nostro essere comunque a fianco a lui. Trovo una persona diversa dal Mario che avevo sentito quindici giorni prima. “Ho incontrato Gesù, caro Pasquale”: è il suo esordio. E mi dice che sta rivedendo tutta la sua esperienza di vita, i suoi problemi, che la comunità gli ha dato una visione nuova di vita, che non vuole riprendere a bere e che seguirà alla lettera il percorso di recupero che partirà dal 27 nella sua nuova casa. Una persona diversa… Non so se i suoi propositi saranno mantenuti, non so se ancora una volta creerà problemi a se stesso e a quanti in modo diverso gli hanno voluto e gli vogliono bene. Ma quella telefonata, quel suo “ho incontrato Gesù…” è tutto nella festa di Pasqua. Spero che sia la sua resurrezione. Resta anche la bella amicizia tra coloro che si sono fatti “prossimo”, anche nel nome di Gesù…

Cara Adriana, grazie per aver accettato questo dialogo. Lo offriamo a quanti vorranno leggerlo nella Luce della Pasqua ed “abitarlo”, segno di Comunità che si fa luogo di festa e del perdono, di fede e di vita, di Amore ricevuto e donato.

Ti vogliamo bene, Gesù; ci vogliamo bene, Dio Padre e Madre, siamo in Te Spirito d’Amore, Spirito di Vita.

Concludo con qualcosa “dentro” che fa emergere parole di poesia, come lo sguardo di un bimbo di fronte al mare, di fronte all’orizzonte, di fronte all’Infinito. Che dice, in silenzio, il suo “grazie”, come figlio al Papà, alla Mamma. E sogna…


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Sogno…


… Mani intrecciate d’Amore,

operose, fraterne, accoglienti.

…Volti asciugati di pianto,

restituiti al sorriso.

…Muri abbattuti,

tra uomini e uomini,

tra popoli e popoli,

aperti all’Eterno.

…Crocifissi schiodati dal legno,

risorti alla Vita, dei Figli di Dio.

…Colori e calore di fiori,

e di Luce,

icona di fraternità,

che insieme disegna il Giardino,

sogno di Felicità.

… Il Creato dal grande Architetto,

immagine bella e finita,

di Vita ch’è oltre la vita.

… Gesù, ch’è davvero risorto,

dirci davvero “su, non sei morto…

Comincia già qui il Paradiso.

se Luce c’illumina il viso….”

… E sogno che il sogno

di questo bambino,

diventa la Vita,

s’è tutto nel sogno di Dio…

Pasquale

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