UN SINDACO PER TUTTA NAPOLI di Domenico Pizzuti

Carissimo on.le De Magistris,

un titolo strillato di giornale proclama il neo-sindaco Luigi De Magistris l’ultimo re di Napoli, forse per l’en plein di voti di metà dell’elettorato napoletano  e l’entusiamo popolare che ha celebrato la vittoria a Piazza Municipio. Questo titolo mi ricorda che nella stessa piazza venti anni orsono, nell’attesa del beato Giovanni Paolo II in visita a Napoli nel novembre 1990, un popolano avvolto nella bandiera pontificia andava gridando: <>. Il messaggio che fu lanciato alla città in quell’occasione era :.  Quanto queste parole  siano  state un puro mantra non performativo o abbiano trovato qualche attuazione, al di là di ineludibili analisi storico-politiche dell’ultimo quindicennio di governo del centro-sinistra ma non solo, lo dimostra la voglia di cambiamento di un assetto politico-amministrativo  insoddisfacente  e di apparati partitici elitari espressa dai risultati del ballottaggio.

Preoccupa a nostro avviso l’attesa di un salvatore o re di Napoli che verifica  corsi e ricorsi nei decenni e  che risponda solo ai cittadini senza intermediazioni o partitiche o dei corpi intermedi della società, ma più che altro è urgente rinnovare le forme di una partecipazione democratica al governo della polis napoletana e di cittadinanza attiva.  Al di là di ogni giudizio, data la difficoltà di governare Napoli espressa anche in questa occasione dal Presidente Napolitano, bisogna per certi versi essere grati per esserti  candidato sindaco per Napoli. Forse c’era bisogno a Napoli di uno che scompigliasse il gioco (non solo a parole) nel senso della discontinuità, più che un mite e determinato volto alla Pisapia.

Sull’onda di  titoli acclamanti  la vittoria e delle prime analisi del voto, operando per le strade a Scampia ci siamo  imbattuti in nugoli di donne ma non solo che anche oggi si rivolgevano  speranzose alle macchine del lotto e guardavano  in altro ai risultati ripetuti ogni dieci minuti degli schermi del Lotto. E’ la dea Fortuna, che può cambiare un’esistenza stentata e precaria. Quali speranze reali dare a queste cittadine di Napoli se devono far affidamento alle cartelle del Lotto, e non si sentono parte di una comunità cittadina amica? Ne bisogna dimenticare che il carcere fa parte qui della famiglia, per i numerosi familiari reclusi che segnano la vita di tante  famiglie.  E’  la vita quotidiana  di tanti nuclei familiari  a cui non occorre tanto offrire speranze illusorie ma riconoscimento di diritti, opportunità, chance de vie da parte dell’intera comunità civica.

Caro De Magistris, con gli auguri per l’avventura amministrativa nel Comune di Napoli, forse anche una costante  presenza fisica  e dialogante in queste periferie renderà,  oltre al resto,    l’amministrazione comunale vicina ed amica. E che questo maggio ti porti fortuna…cioè l’adempimento onorevole di un mandato popolare a Palazzo San Giacomo.

 

Domenico Pizzuti

 

Napoli, 31 maggio 2011

 

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